Davide Cocozza è un artista, docente di discipline pittoriche, grafiche e scenografiche, arteterapeuta e curatore d'arte Italiano. Vive tra Bari, Pescara, Milano e Roma. Nasce a Bari il 16 novembre 1982 e frequenta il liceo Artistico Giuseppe De Nittis di Bari; a 17 anni si trasferisce a Roma per Laurearsi in Pittura all'Accademia di Belle Arti di Via di Ripetta con la votazione di 110 e lode su 110; presso la REGIONE LAZIO consegue la qualifica di operatore museale con tirocini alla GALLERIA NAZIONALE D'ARTE MODERNA, ed altre gallerie; dopo l'accademia frequenta il master in Arteterapia Metodi e Tecniche di Intervento presso LA LIBERA UNIVERSITA' DELLA SANTISSIMA MARIA ANNUNZIATA A ROMA e diviene Arteterapeuta con tirocinio presso l'OSPEDALE PEDIATRICO BAMBINO GESU' DI ROMA; in seguito si trasferisce a Frosinone per conseguire l'abilitazione all'insegnamento per la materia di DISCIPLINE PITTORICHE GRAFICHE E SCENOGRAFICHE presso l'Accademia di Belle Arti di Frosinone, abilitatosi inizia la carriera di insegnante nella città Abruzzese di Penne, presso il liceo Artistico Mario De Fiori; in seguito insegnerà presso il liceo Classico di Pescara Gabriele D'Annunzio; presso l'ITIS DA VINCI DI BORGOMANERO ed attualmente presso Il Liceo Artistico Edgardo Simone di Brindisi. In evidenza: la direzione artistica della sezione pittura dell'evento Marte live a Roma; l'organizzazione di piu' di 1000 eventi tra cui la direzione artistica e la cura di SAVE BIENNALE a Pescara e POP CON 2019 (esposizione internazionale d'arte pop e concettuale) entrambe realizzate presso il MUSEO D'ARTE MODERNA VITTORIA COLONNA DI PESCARA; la partecipazione ad oltre 100 mostre tra personali e collettive; tra cui la personale “Santi miei e Gesti sacri” curata da Cesare Manzo, presso la Galleria Cesare Manzo a Pescara; le numerose collaborazioni con il mondo dell'arte, del cinema e dello spettacolo, come la collaborazione con L'ARTISTA FRANCO SUMMA nel progetto “questa città è la mia città”; con il regista VICTOR PEREZ nella realizzazione di alcuni elementi artistici e scenografici per il film ANOTHER LOVE; con la ditta di AltaModa Iacobuccyounes nella realizzazione di diversi capi di abbigliamento e moda; e molte altre; la partecipazione e vittoria a mostre d'arte internazionale come il PREMIO D'ANNUNZIO E BIBART Biennale d'arte di Bari; ed oltre 500 opere acquisite da collezionisti e privati, musei e gallerie in tutto il mondo, da Dubai a Los Angeles, Citta' Del Messico, Berlino, Parigi, da Grenoble a Roma, Venezia, Milano ed altre; tra cui L'Universita di Tokyo e la Fondazione di Lady Diana.

La sua Arte si diffonde e dirama tra tutti i diversi media; dalla pittura tradizionale ad acrilico ed olio, alla digital art ed alla performance. Predilige la pittura su superfici come la carta da pacchi, la carta realizzata a mano dalla cartiera di Amalfi; la pittura è usata con delicatezza, molto solubile, fino a colare; diviene spesso “dripping”; gestuale e “scarabocchiata”, primitiva ed infantile. Gesti precisi e netti scandiscono volti armonici, in contrapposizione ad altri gesti decisi e liberi, che slanciano le figure come fossero in “formazione” in “creazione”; le forme si formano come in un processo che sullo stesso supporto va dal bozzetto all'opera conclusa; i soggetti sono per lo piu' femminili, modelle, amiche, ispirazioni viste in giro. Nella performance invece l'artista ricerca se stesso, in un azione istintiva e libera; l'arte mette a nudo, dice, e si spoglia realmente insieme alla modella nella ricerca del segno vero, del momento presente e nella consapevolezza dell'attimo in cui il fatto si compie. La performance diventa gesto pittorico o di vita che ricerca il suo significato. Una danza che comincia e finisce in un emozione, che ne diviene l'opera. Altri approcci invece come le installazioni, od le opere di design si rivelano come sentieri sperimentali e forme di espressione libera e concettuale su superfici differenti; città, mura, spazi. Nelle opere di mix media e digital art; compie la realizzazione dell'idea e della rappresentazione del concetto, spazio, forma, interpretazione. Sceglie coscientemente di donare un aspetto magico e misterioso, elegante ed incontaminato. Stati di consapevolezza si seguono insieme a forme ubriache della natura, inebriate dall'esistere, illuminate dal vivere e dalla luce.
Ha una figlia. Sofia Bianca Piuma Cocozza ,con cui ha un bellissimo rapporto, nata come lo stesso il 16 novembre ma del 2013, con cui ha iniziato un percorso artistico grande ed originale, impostato sul gesto, le emozioni, e l'espressione; Sofia Bianca Piuma Cocozza ha esposto come il padre un opera nell'esposizone internazionale d'arte pop e concettuale, POPCON 2019 presso il museo d'arte MODERNA VITTORIA COLONNA DI PESCARA, risultando la piu' giovane artista ITALIANA IN mostra ad aver esposto in un museo d'arte Moderna.
Sul panorama italiano risulta uno tra i maggiori esponenti dell'arte figurativa e della performance art contemporanea. 

Lié Larousse scrive Davide Cocozza
Conoscenza arguta ed intellettuale, cupidigia di erudizione a tal punto che l' ardore di Davide Cocozza comprende la natura del proprio desiderio laddove risiede implodendo al suo interno in grandiosità di pigmenti , lussurioso spargersi dell'Io su tela, affreschi di sguardi, capricci, brama , esaltazione, impressioni che trapelano dalle pennellate donate loro dal diletto dell'Artista mai sazio. Il suo concupire emerge nell'estasi dello sfavillio della pupilla dell'uomo che osserva e che è osservato, dalla florida bocca di bambina , dal sospiro di donna rubato in quel limbo ove il tempo soffia, così si nutre Davide Cocozza, di una tridimensionalità che erge le sue opere in forma umana. In un letto scavato dall'animo si desta immune dalle precondizioni che lo circondano, immune dall'essere persuaso e posseduto dal volere dell'individuo moderno contemporaneo che si affama di fama senza sapere ciò che agogna davvero, ciononostante, Egli in questi anni dieci del nuovo secolo, abbraccia lo spazio con i suoi pellegrini suscitandoli dalla vita abbandonata persa per rincorrere un sogno desolato dall'arguire andato, abbagliandone il viaggio.

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